Perdono: dono e liberazione desiderati da Dio

Il perdono è un cammino, un cammino necessario per poter vivere nella verità la propria esistenza e illuminare come quella lanterna che sta sopra il tavolo, non sotto il moggio (cfr. Mc 4,21).

La necessita’ del perdono nelle tappe della vita

La sana educazione dell’infanzia

Sì, tutto ha inizio nell’infanzia, in cui la sana educazione da parte dei genitori verso i figli dovrebbe regnare in casa, chiesa domestica.

Perché la sana educazioni regni e porti frutto occorre che i genitori accompagnino con amore i propri figli ad una relazione aperta, concreta.

La relazione dovrebbe essere alla luce della lanterna, in cui si possa dialogare con il giusto rispetto e le giuste considerazioni dei ruoli: papà-figlio, mamma-figlio, papà-mamma-figlio; sempre per raggiungere il fine ultimo che è amare.

il perdono come lanterna sopra il moggio
Foto di Agnieszka da Pixabay

Spesso purtroppo, cadendo nell’inganno separatore del: “e’ colpa tua”, le relazioni vanno in conflitto con inevitabili scontri perché non si accettano le povertà e le mancanze dell’altro/a.

Addirittura con il bisogno di nasconderle queste debolezze, per paura o per vergogna.

La causa è il fatto che spesso si confonde, consapevolmente o inconsapevolmente, l’autorevolezza con l’autorità, arrogandosi il diritto di ‘schiacciare’ l’altro/a nella propria solitudine.

E’ così che si comincia a ingoiare il pane amaro, che si mangia sempre più frequentemente, un pane che non va giù, che non si digerisce, non si elimina, non si ‘espelle’.

La ribellione dell’adolescenza

I molteplici bocconi amari ingoiati vanno a poco a poco ad alimentare una vera e propria ribellione interiore perché portano a sentirsi incapaci di esprimere sé stessi, di dare e ricevere amore.

Spesso non si riesce a trovare un modo efficace per espellere queste emozioni e questi sentimenti forti di rabbia, ira, rancore, di frequente mescolati a paura e dolore.

Allora strada facendo ci si affida a tutto ciò che può soffocare questo stato di repressione di sé stessi, che alimenta nella nostra mente una sorta di normalità, di abitudine che porta a dire con i propri pensieri e le proprie convinzioni: “sì io sono questo! Sono così, sono fatto così”.

Non esiste una falsità più grande. Quando chi ci sta attorno ripete a disco rotto che non valiamo niente, che siamo dei falliti, non serviamo a niente, allora è a rischio la nostra libertà, se non anche la nostra stessa vita.

L’adulto e il mondo fuori

Vivendo in questa menzogna della propria vita si finisce per essere una preda molto appetibile per il mondo che ci circonda, costruito al di fuori di te.

ll mondo fuori ci spinge a credere, e spesso ci convince, che la felicità e la verità la si trovi nella compagnia degli amici, quando sono pensati come idoli, nelle feste con un pò di droga e/o alcool, nelle trasgressioni sessuali, con la relativa pornografia e devianze varie.

Altre volte facciamo regnare su di noi il lavoro, la palestra, i soldi , le proprietà etc…, pur di non sentire il dolore, pur di non soffrire.

Purtroppo tutto questo non fa altro che aumentare una profonda solitudine che fa sperimentare la morte interiore, a dubbi che portano a farsi domande come: “Perché esisto? A chi appartengo veramente? Ma di chi sono figlio…?

Questa desolazione/disperazione dell’anima, questa morte dentro, può portare anche ad una soluzione estrema, ad autolesionismo, persino al suicidio.

Il perdono è un cammino desiderato da Dio

Certo, il perdono è un cammino, questo è certo. E’ un cammino prima di tutto interiore, del proprio spirito, della propria anima.

Nel trascorrere queste fasi della vita, parallelamente a quella materiale, vive, come un seme piccolo ben piantato dentro, quel grido che risiede nella coscienza e che reclama: “ho bisogno di te, di amare e di essere amato così come sono. Voglio cambiare, voglio vivere”.

Non esiste un’età, un tempo uguale per tutti per liberarsi dalle tante falsità che gli altri cuciono addosso, si tratta di una scelta, vivere o morire, senza lasciarsi cadere nell’inganno di cercare di chi è la colpa.

Puoi farcela da solo? Il perdono che riconcilia

Il perdono viene come un dono desiderato dall’alto, da parte di Dio, che prima del perdono ti ha donato la vita per viverla.

Lui è il primo amore che ti ama in modo personale, proprio così come sei, come tu desideri. L’unico che detiene la volontà di rivelarti la verità d’un pezzo, di chi sei veramente, e perché sei qui e vivi.

Tutto diventa possibile quando crollano i muri di tutti quei sentimenti di rabbia, rancore, odio risentimento che crescendo con gli anni marciscono dentro.

Con la grazia di Dio su di te, che vive, che prega dentro di te, puoi incominciare anche a perdonare. Il perdono non è egoista, si contagia.

Quando scopri l’amore misericordioso di Dio, il suo perdono, allora incominci anche a perdonare gli altri, chi ti ha fatto del male, quel male che alle volte viene anche dalle nostre radici.

Siamo le nostre radici, nostro padre, nostra madre, e spesso sono loro e non solo loro, che condanniamo per quello che abbiamo vissuto, o per quello che avremmo preteso.

Il perdono desiderato da Dio

Adesso che hai conosciuto il perdono riconciliante di Dio, puoi anche perdonare loro, se non fossi riuscito/a a farlo prima.

Anche dopo la loro morte, magari sopra la lapide in un fiume di lacrime liberatorie, con quelle parole che non hai mai avuto il coraggio di pronunciare: “Perdonami… Per tutto il male che ho alimentato dentro di me! Anch’io ti perdono e ti voglio benedire perché mi hai voluto e mi hai amato”.

Ecco, come il perdono ti libera e ti insegna ad amare.

Caro amico/a, l’invito, in qualsiasi situazione tu ti possa trovare in questo momento, di tristezza, di dolore, di odio, di rabbia o di un’apparente felicità, è quello di fare un tuffo con gli occhi dell’anima rivolti dentro di te…, ma non da solo.

Fatti aiutare, consigliare, illuminare da Gesù vivo nell’Eucaristia, lo trovi sempre, ti aspetta lì in tutti i tabernacoli delle chiese del mondo e delle chiese domestiche.

Il perdono nei confesisonali delle chiese
Foto di Peter H da Pixabay

Potrai ascoltare e provare, se lo vuoi veramente, tutte quelle parole e anche quei gesti d’amore che ti sono mancati a suo tempo, e che per un motivo o per un altro ti mancano tuttora.

Medita un passo del Vangelo, come per esempio quello in cui, fino alla fine, Gesù umiliato disse:

[…] “padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte.
luca 23,34

Ti ringrazio.

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